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23/04/2005
...mò che famo?

Riceviamo dall'autoproclamato Duke e volentieri pubblichiamo questa disamina sulla svolta ottantina dei Nostri.


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Anno 1980. Il progressive è ormai morto e sepolto: i primi segnali di stanchezza e crisi si erano visti a partire dal 1975. I grandi gruppi che avevano primeggiato nella prima metà degli anni '70 o si sono sciolti o agonizzano o stanno diventando dei dinosauri.

Con una eccezione: i Genesis. Nel 1980 pubblicano l’album Duke, che è un riuscito compromesso tra il loro stile musicale e il tentativo di rendersi più accessibili, più commerciali. Riuscito anche come vendite: da Trespass fino a We can’t dance, ogni loro nuovo album vende più del precedente (esclusi i live). Ma Duke è un vero giro di boa: va primo in classifica in Gran Bretagna e nei primi dieci negli USA, per la prima volta nella loro storia.

Tony Banks anni dopo dichiarò: "Con Duke capimmo che avevamo detto tutto quello che c’era da dire in quella direzione e che dovevamo cambiare".

E sappiamo cosa hanno scelto di fare.

La domanda che pongo è: quali sarebbero potute essere le alternative? Esaminiamole.


- Chiamare altri artisti a collaborare, sia in sala d’incisione che nella composizione.

Molto difficile. Stiamo parlando di gente che non ha sostituito artisti del calibro di Gabriel e Hackett. Hanno sempre preferito lavorare per conto loro. Per altri gruppi l’operazione è riuscita.

In quegli anni gli Yes risorsero grazie a una canzone scritta principalmente dal nuovo chitarrista e dal nuovo produttore, Owner of a lonely heart, ma fu un episodio isolato.


- Diventare dei dinosauri

Nel rock vengono definiti dinosauri quegli artisti che non cambiano mai stile musicale, anno dopo anno vendono sempre meno e nei concerti propongono prevalentemente pezzi di venti anni prima, cioè di quando erano famosi. Ne abbiamo tanti di esempi nella scena musicale: in Italia mi viene da pensare, ahimè, alla PFM, un gruppo che amo: ma l’ultima volta che li ho sentiti dal vivo, nel 2003, il pezzo più recente che proposero era del 1980 (una parte di Come ti va inserita in un medley)!

Qui bisogna introdurre un altro spunto. Negli anni Ottanta, in Gran Bretagna, sorse il new progressive. Artisti che si rifacevano al progressive degli anni Settanta rifacendolo con pochissima originalità. Che avremmo detto se nel 1983, i Genesis invece dell’album ononimo avrebbero fatto uscire Script of a Jester’s Tear (Marillion) o Tales from Lush Attic (IQ)? Immagino i commenti: che noia, non cambiano mai, sono sempre gli stessi… Soprattutto l’album degli IQ: sembrano brani scartati dalle sessions di Foxtrot o SEBTP, con il cantante che è più clone di Gabriel di quanto non lo era Fish. E non sono episodi isolati: anche col nuovo cantante i Marillion hanno continuato ad ispirarsi. Una volta la mia ragazza ha sentito The great escape da Brave, 1993, e commentò senza malizia: "Non conoscevo questo brano dei Genesis". E aveva ragione. Potrebbe tranquillamente stare in Wind & Wuthering.


Banks, Collins e Rutherford invece di autocitarsi hanno scelto di cambiare.

I risultati dal punto di vista artistico non sono stati esaltanti: discreti album pop-rock con l’eccezione di Invisible Touch, disco veramente brutto, secondo me.

Potevano cambiare verso altri stili musicali? Se non lo hanno fatto è perché non si sono sentiti in grado di farlo.

Ma sempre secondo me meritano rispetto per il coraggio che hanno avuto. Oltretutto negli anni Ottanta hanno fatto i soldi: soldi che avrebbero meritato di fare negli anni Settanta.

Postato da Chettimar alle 01:24 | permalink | commenti |