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30/03/2005
Essere donna ieri

Ermafrodito era il figlio illegittimo (come tutti i figli della mitologia greca) di Ermes e Afrodite (Ermes, Afrodite, Ermafrodito: la fantasia al potere). Per tenere la cosa nascosta ai media, i due dei decisero di affidarlo alle cure delle assistenti sociali dell'epoca: le Ninfe del monte Ida.

From a dense forest of tall dark pinewood,
Mount Ida rises like an island.
Within a hidden cave, nymphs had kept a child;
Hermaphroditus, son of gods, so afraid of their love.

Il bambino crebbe e divenne un ragazzo che se ne andava in giro a farsi gli affaracci suoi, come tutti i quindicenni che si rispettino. Bighellona di qua, bighellona di là, un bel giorno si fermò sulle rive di un lago.

And as his strength began to fail
He saw a shimmering lake.
A shadow in the dark green depths
Disturbed the strange tranquility.

Non sapeva però che nei paraggi si aggirava Salmacis, l'unica ninfa che non si dava alla caccia come le altre, ma se ne stava pure lei a farsi gli affaracci suoi. Un trust di fancazzisti, insomma.
Salmacis vide Ermafrodito e pensò: "Però, carino il ragazzetto". Siccome all'epoca non c'era Olimpocom Grecia Mobile e non poteva mandargli un SMS con scritto "Ermafr tvumdb c vediam stase in disco", pensò a un modo per farlo suo nel senso più letterale del termine. Per esempio, facendo comparire una fonte.

As he rushed to quench his thirst,
A fountain spring appeared before him
And as his heated breath brushed through the cool mist,
A liquid voice called, "Son of gods, drink from my spring".

Ermafrodito si accorse subito che l'acqua aveva un sapore anomalo, ma pensava fosse colpa dei colibatteri.

The water tasted strangely sweet.
Behind him the voice called again.
He turned and saw her, in a cloak of mist alone
And as he gazed, her eyes were filled with the darkness of the lake.

La ragazza era un po' drastica.

We shall be one
We shall be joined as one

Lui non capiva cosa volesse.

Away from me cold-blooded woman
Your thirst is not mine

Ma ormai Salmacis aveva fatto il danno:  

"Nothing will cause us to part
Hear me, O Gods"
Unearthly calm descended from the sky
And then their flesh and bones were strangely merged
Forever to be joined as one

Ermafrodito (o, almeno, quel che restava di lui) ci rimase parecchio male, un po' perchè pensava che la fusione di corpi fosse solo metaforica, un po' perchè era spaventato dalla prospettiva del ciclo mestruale. Decise di prendersi almeno una piccola rivincita:

The creature crawled into the lake.
A fading voice was heard:
"And I beg, yes I beg that all who touch this spring
May share my fate"

"E guai al primo che mette il cartello 'ATTENZIONE: ACQUA NON POTABILE', che mi fa saltare tutto lo scherzo."

Postato da Chettimar alle 01:08 | permalink | commenti (3) | canzoni

08/03/2005
Can he fail armed with his chocolate surprise?

The cinema show, pezzo che a ogni ascolto mi evoca potentissime suggestioni (con le quali eviterò di tediarvi). Un cavallo di battaglia dei nostri e, soprattutto, un pezzo multiforme a seconda degli anni e degli album.
Nell'originale di Selling England by the pound, la parte vocale è incantevole (e grazie tante, è Peter Gabriel), l'assolo di oboe fra i due ritornelli è da brividi ma tutto lo strumentale della seconda parte risulta troppo etereo, prolisso e generalmente noioso.
In Seconds Out, la parte vocale è più lenta e piatta (e grazie tante, è Phil Collins pre-cura ormonale) ma la parte strumentale, leggermente accelerata e sostenuta dalla batteria di un certo signor Bill Bruford, diventa una cavalcata entusiasmante, una grande fuga che si conclude nell'esultanza del finale.
Arriviamo al medley di Three sides live. Posto che sono ideologicamente contrario al concetto di medley, bisogna riconoscere che dopo In the cage proprio male non ci sta e che l'interpolazione con Riding the scree è quasi migliore dell'originale. Purtroppo, le successive terzine di The colony of Slippermen c'entrano un po' come i cavoli a merenda.
Il problema verrà risolto nel tour di Genesis: per creare un efficace contrasto con le linee di sintetizzatore banksiane, le schitarrate quasi metal di ...in that quiet earth sembrano fatte apposta.

Postato da Chettimar alle 23:36 | permalink | commenti (2) | canzoni, live

21/02/2005
Tredici ottavi

Perchè hai voglia a cercare di stargli dietro, e battere sulla coscia il quattro-quarti (o l'otto-ottavi, o quello che è). No, loro una variazione, uno scarto lo mettono dentro. E tu, se non altro, eviti di riempirti di lividi la gamba. Vabbeh, è un risultato anche quello.
In certi pezzi la cosa è palese: Six six six is no longer alone. Apocalisse-in-nove-ottavi. Lo dichiarano anche nel titolo.
Ma prendi un pezzo che più semplice non si può. Il loro primo hit radiofonico. Turn it on again.
Beh, sembra o non sembra un quattro-quarti da FM radio del Midwest?
Eppure. Pare che la canzone nasca da un riff di Rutherford, suonato in quattro-quarti (almeno quello!) e molto più lento rispetto alla versione finale. Poi gli si avvicina il Nano Pelato, che gli batte la mano sulla spalla e gli dice "beh, Mike, perchè non la fai in tredici-ottavi?". Quello lo guarda basito, e gli risponde: "Eh?" (dico, Rutherford ha la faccia da "Eh?"; un po' come il padre di Casa Keaton, per capirci). E il Nano: "Massì, falla così e cosà; in tredici-ottavi, e senti che figata".
E Turn It On Again viene fuori in tredici-ottavi. Nessuno se ne rende conto, lo dice anche il Nano: You would never know that it's in thirteen eights, but it is.
Tredici-ottavi, eh? La mia coscia ringrazia, ma mi tocca buttare le bacchette del ristorante cinese, chè io quel tempo lì non lo so imitare.

Postato da Squonk alle 17:34 | permalink | commenti (5) | canzoni